Nell’autunno 2015, Diego Molinari, ottantaquattrenne, ha venduto Cerbaiona a un Gruppo di investitori guidato dall'americano Gary Rieschel, appassionato collezionista di vini, e a Matthew Fioretti che gestisce ogni aspetto del podere. Nella primavera 2016 Cerbaiona ha trovato la sua colonna portante in  Maurizio Bovini,  forte di un'esperienza decennale nei vigneti e cantine di Montalcino. Il Gruppo è animato dalla passione per la viticoltura, la terra, il vino e per questo luogo così speciale.

Da secoli è il volto di questo angolo di Montalcino e ancor prima che comparisse la denominazione “Brunello di Montalcino”, si diceva: Il vino più buono viene da la Cerbaiona. Erano le prime indicazioni di un luogo particolarmente vocato per il Sangiovese. Un vero cru.

Nel 1977 vi approdò un uomo non oriundo, e che per questo si rivolse ai vicini per ripiantare ed espandere il vigneto. Con l’annata 1981, Cerbaiona é così diventata un marchio di vino, con debutto sui mercati quattro anni dopo.


VITICOLTURA


La vigna di Cerbaiona è costituita da tre blocchi piantati nel 1978, 1983 e 2000, con meno di 3.600 piante per ettaro. Alcuni vigneti sono in declino a causa delle fallanze, ma è stato avviato un piano per ripiantare gradualmente a guyot, con sesti di impianti di più alta densità. I cloni sono stati selezionati dal vivaio Guillaume. 



Cerbaiona produce  annualmente fra le 10 e le 15mila bottiglie di Brunello di Montalcino e, in relazione all'annata, fra  le 3  e le 5mila bottiglie di Rosso di Montalcino. Al fine di garantire qualità e selezione, l'azienda talvolta produce piccole quantità di Sangiovese IGT.

Alla fine del 2015,  con i nuovi proprietari, Cerbaiona si è convertita alla  viticoltura biologica. 


Col 2017, si aggiunge un altro ettaro e mezzo di Sangiovese, piantato sul declivio più ripido del colle, sotto la villa. Sarà l’area più speciale di questo cru, benché fino a questo momento sia stata occupata da un oliveto poiché di più agevole conduzione rispetto a un vigneto. 

WINEMAKING 


ll winemaking si avvale di  un approccio artigianale che parte dalla separazione dei vigneti. Tavoli di selezione e una diraspatrice all'avanguardia, del marchio Mori, garantiscono la selezione e conservazione dei migliori acini. Questi vengono poi trasferiti - senza essere pigiati - in tini triconici di legno di 15, 25 e 30HL. 


Cerbaiona - Villa padronale seicentesca con intima cappella e un giardino rinascimentale dove dimora, da tempo immemorabile, un cipresso maremmano. Il fascinoso complesso s’innalza su una cintura di muri. Questa è Cerbaiona, 400 metri sul livello del mare, a Nord Est del borgo di Montalcino. La vista sconfina nei territori di Pienza, mentre il Monte Amiata domina a Sud, con discrezione. E’ inevitabile: lo sguardo del viaggiatore che da Torrenieri si spinge a Montalcino non può che essere catturato da Cerbaiona.

Ai critici non sfuggì quello che i locali sapevano da sempre: l’eccezionalità del luogo, indubbiamente privilegiato. L’ermo colle di Cerbaiona e il terreno di galestro, con una punta di sabbia, contrassegnano quest’area di Montalcino, madre di uve con pochi pari. Anche senza interventi particolari, è possibile ottenere un vino unico.

Nel corso dei decenni, Cerbaiona è diventata un Brunello cult, immediatamente identificabile con la terra che lo produce.  I tratti inimitabili e personali ne fanno un cru e  definiscono il suo essere distinguendolo da ogni altro Brunello.


La fermentazione avviene con lieviti indigeni. Durante la prima settimana di fermentazione, si lavora il cappello con la follatura manuale riducendo al minimo i rimontaggi, così da ottenere vini equilibrati ed eleganti. Dopo la pressatura, i vini sono mantenuti separatamente: il vino pressato non viene utilizzato, mentre  vino fiore viene collocato nei tini triconici per fare la malolattica, rimane quindi sulle fecce fini periodicamente mescolate fino alla primavera.
I vini sono poi trasferiti in botti ovali, in rovere di Slavonia, di 10, 17 e 20HL, e nel corso  dell'invecchiamento di trenta mesi, affrontano un minimo di travasi.  Le botti, come i tini triconici, nascono nella  bottega dei maestri bottai Klaus e Jacob Pauscha.